Un’altra qualità notevole delle apparizioni, contemporanea
alle cadute estatiche,
fu la marcia estatica. Le teste all’indietro in quel modo caratteristico
e senza vedere dove andavano, le fanciulle marciavano a braccetto, senza
difficoltà, sia davanti che indietro, su terreno impervio e talvolta
cosi velocemente che gli spettatori non potevano star loro dietro. Una
testimone, la signorina Ascension De Luis, descrisse per iscritto il 18
marzo 1962, una di queste "fughe" dal villaggio, verso la chima della collina
fino ad una pineta che si trovava al di sopra il villaggio: "…la fanciulla
salì su per il viottolo e ridiscese all'indietro a velocità
indescrivibile." Talvolta le fanciulle rassomigliavano ad aeroplani in
volo mentre scorrazzavano per la radura con le braccia estese come ali
toccando il suolo solo con la punta dei piedi.